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LET’S DO IT OURSELVES TOGETHER

La mente umana è facilmente influenzata da stimoli esterni e una casa in rovina, difficile da mantenere pulita, e dove il disordine diventa la norma, non è l’ambiente giusto in cui vivere e soprattutto per far crescere i bambini. Noi offriamo le persone che vivono questo tipo di disagio abitativo a riparare le proprie abitazioni, con materiali da costruzione, vernici, attrezzature e la formazione necessaria per svolgere il lavoro da se.

Scambio = Educazione

Questo servizio potrà sembrare il solito approccio assistenzialistico che crea dipendenza alla carità altrui, e non c’è dubbio che ciò potrà essere vero in tanti casi, ma proprio per minimizzare tale effetto, il sostegno per migliorare le condizioni di disagio abitativo sarà offerto in cambio di un aiuto ad altre famiglie bisognose che versano nelle stesse precarie condizioni abitative, in altre parole attraverso un impegno al volontariato.

Tale scambio alla pari produce il vantaggio di introdurre la cultura della condivisione, del muoversi insieme, aiutandosi a vicenda tuttora aliena nel quartiere, rafforzando la dignità delle persone ed evitando la dipendenza all’assistenzialismo.

Un valore sociale irrinunciabile

Il progetto ‘Spazio d’Inclusione’ riconosce la condivisione sociale come un valore e una pratica irrinunciabile, perché unico metodo e strumento per indicare a chi non ne fosse cosciente, o lo avesse dimenticato, che le fortune della vita umana sono incerte e transienti, e che tutti potremmo ritrovarci nella condizione di aver bisogno della solidarietà altrui. Tale precarietà è ancor più presente oggi, poiché la dignità del lavoro o di una giusta paga sono diventate un optional, e non più il diritto sancito nella Costituzione.

Ovviamente la solidarietà dovrebbe attivarsi verso il basso, in quelle sacche di disagio sociale e cronica povertà, poiché solo elevando il tenore di vita degli indigenti a uno standard dignitoso, si può sperare in una società più giusta e attenta ai diritti di tutti i cittadini. Il quartiere Angeli Custodi di Catania, con la sua cronica storia di illegalità tollerata e disagio abitativo, è il luogo in cui la Fondazione Stella Polare Onlus offre l’Emporio e l’Officina Fai da Noi in cooperazione Leroy Merlin. Il servizio sarà accompagnato da uno sportello di ascolto per valutare la domanda di bisogno e modulare adeguatamente l’aiuto.

Una nuova coscienza comune

Il nostro progetto vuole essere un punto di riferimento non solo per coloro che si trovano in condizioni di indigenza, ma anche per quelle persone di buona volontà che vogliano manifestare la propria orgogliosa appartenenza alla parte sana del quartiere, che vive del proprio onesto lavoro e che rifiuta le scorciatoie dell’illegalità e dell’omertà verso i mafiosi e i prevaricatori.

Un’opportunità, insomma, di ritrovarsi a fare attività sociale assieme, senza bandiere e motivazioni politiche di parte, per la sola soddisfazione di contare qualcosa ai fini di futuro condiviso, in cui siano la buona volontà e benevolenza a dettare l’agenda sociale del quartiere ai fini del suo riscatto economico e culturale.

Gli ideali son da vivere

Per chi è nato e cresciuto con un orizzonte mentale e culturale limitato dalla cronica indigenza e dal pessimismo e invisibile senso d’inferiorità che essi producono, non è facile percepire gli effetti paralizzanti della propria condizione svantaggiata, né il senso dell’azione mirata al proprio progresso umano attraverso un impegno personale di riscatto dinamico esteso nel tempo.

Tale percezione però, può essere gradualmente sviluppata con l’apporto di chi è in cerca di relazioni umane basate sulla fiducia e sull’aiuto reciproco. Infatti, non esiste miglior modo per affrontare qualsiasi mancanza nello spettro delle condizioni e qualità umane, del farlo in forma di sincera e solidale condivisione.

In tal senso, un elemento d’innovazione del progetto è l’inclusione attiva degli anziani del quartiere, poiché grazie alla propria saggezza ed esperienza, canalizzata da un tal impegno dinamico e socialmente gratificante, essi sono in grado confermare al di là delle etichette burocratiche, i reali bisogni di ogni famiglia beneficiaria.

Affiancare poi ad ogni anziano volontario coinvolto, un giovane volontario in cerca di direzione, e si sa sono in tantissimi ad averne bisogno, offre l’opportunità di allargare ed elevare la coesione intergenerazionale, così necessaria per trasferire i valori etici e le esperienze di vita vissuta, che specialmente oggi sono un patrimonio umano in via d’estinzione.

Questo è l’orizzonte ultimo del progetto Spazio d’Inclusione: diventare uno spazio aperto e all’insegna del rispetto reciproco, in cui chiunque viva condizioni di disagio e insoddisfazione personale impari a confrontarsi in modo costruttivo con gli altri, sia con chi si trovi nelle sue stesse condizioni, e sia con i volontari, che sono invece presenti grazie al proprio impulso di altruismo, non teoretico ma applicato, che in genere è molto più raro, e quindi apprezzabile e impattante.

I servizi erogati gratuitamente sono dunque sì un aiuto tangibile e disponibile nel tempo per migliorare alcuni aspetti del vivere, ma anche un’occasione per conoscersi e fidarsi abbastanza gli uni degli altri da intraprendere un percorso di crescita sociale, sia individuale e sia collettivo, con l’obiettivo di liberarsi dai limitanti legami psicologici e culturali, per sentirsi pienamente cittadini consapevoli, capaci e pronti a contribuire al benessere collettivo.

Per tale magica trasformazione ci vuole presenza, pazienza e molta buona volontà, e la Fondazione Stella Polare Onlus, con il cruciale sostegno dell’Associazione AMURT Italia Onlus, di Leroy Merlin e di altri sostenitori e volontari, si sente in grado di intraprendere questa sfida.

Ogni lungo cammino comincia con il fare un primo passo, e questo volantino vuole essere una prima chiamata a chi voglia sostenerci nel materializzare questo ideale di sviluppo sociale, perché si faccia avanti e in qualche misura lo renda proprio.

La pratica porta alla perfezione

I risultati di una trasformazione sociale si notano e diventano sostenibili con il tempo, e ciò rende i progetti d’inclusione sociale che durano lo spazio di un anno o due spesso insufficienti.

Questo a prescindere dalla qualità dell’impegno speso, poiché ogni buona pratica appresa, deve fare i conti non solo con le radicate abitudini personali, ma anche con le continue pressioni che provengono dalla società, che tende a ridicolizzare ed emarginare chi cerca di ‘cambiare vita’. È un po’ come predicare le virtù del coraggio a una vittima del bullismo e poi lasciarlo solo ad affrontare le conseguenze della sua ribellione al sopruso.

Per questo un progetto che voglia essere davvero efficace nel rendere permanente il cambiamento di attitudine mentale e comportamentale, deve necessariamente estendersi nel tempo. Infatti, un punto di riferimento sociale che voglia veramente essere tale, ha senso nella misura in cui è sempre presente, specialmente nei momenti di difficoltà, quando le proprie forze mancano e la convinzione di voler far bene vacilla.

Aiutaci a esistere e a continuare la nostra opera, ne vale veramente la pena!

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